La capacità di Tapes philippinarum di accumulare metalli all’interno della struttura cristallina della conchiglia è stata stimata analizzando la composizione delle valve di campioni provenienti da tre differenti siti dell’Alto Adriatico. In particolare i campioni sono stati raccolti nell’area del delta del Po e nelle lagune di Venezia e Marano, aree che si differenziano per condizioni chimico-fisiche tipiche e per entità/tipologia di impatto antropico. Confrontando i risultati ottenuti è stato possibile individuare i fattori ambientali che influenzano il bioaccumulo di metalli nella matrice carbonatica da parte della specie considerata. Inoltre, mettendo in relazione i dati di composizione delle valve con quelli relativi al contenuto totale di metalli nel sedimento, nonché ai dati di speciazione, si è cercato di comprendere i meccanismi che regolano la biodisponibilità degli elementi per questi organismi filtratori. Questa analisi si pone come punto di partenza per l’individuazione delle caratteristiche sperimentali ottimali per massimizzare il bioaccumulo di metalli da parte di T. philippinarum e il loro trasferimento e incorporazione nella struttura di carbonato di calcio, al fine di un possibile utilizzo di questa specie per tecniche di bioinertizzazione che sfruttino la capacità dei Bivalvi di accumulo di contaminanti e detossificazione.

Bioaccumulo di metalli nelle valve di Tapes philippinarum dell’Alto Adriatico: uno studio comparativo.

ZUIN, ALESSANDRA;MANENTE, Sabrina;MINELLO, FABIOLA;GOBBO, Lorena;BREDA, SILVIA;ARGESE, Emanuele;RAVAGNAN, Giampietro
2012

Abstract

La capacità di Tapes philippinarum di accumulare metalli all’interno della struttura cristallina della conchiglia è stata stimata analizzando la composizione delle valve di campioni provenienti da tre differenti siti dell’Alto Adriatico. In particolare i campioni sono stati raccolti nell’area del delta del Po e nelle lagune di Venezia e Marano, aree che si differenziano per condizioni chimico-fisiche tipiche e per entità/tipologia di impatto antropico. Confrontando i risultati ottenuti è stato possibile individuare i fattori ambientali che influenzano il bioaccumulo di metalli nella matrice carbonatica da parte della specie considerata. Inoltre, mettendo in relazione i dati di composizione delle valve con quelli relativi al contenuto totale di metalli nel sedimento, nonché ai dati di speciazione, si è cercato di comprendere i meccanismi che regolano la biodisponibilità degli elementi per questi organismi filtratori. Questa analisi si pone come punto di partenza per l’individuazione delle caratteristiche sperimentali ottimali per massimizzare il bioaccumulo di metalli da parte di T. philippinarum e il loro trasferimento e incorporazione nella struttura di carbonato di calcio, al fine di un possibile utilizzo di questa specie per tecniche di bioinertizzazione che sfruttino la capacità dei Bivalvi di accumulo di contaminanti e detossificazione.
Atti del XXXII Congresso della Società Italiana di Ecologia – S.It.E., "Ecologia e Gestione Ambientale"
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