Negli stessi anni in cui la Chiesa cattolica fu alle prese con la crisi modernista, il cattolicesimo tedesco manifestò profonde linee di frattura al proprio interno. In ambito culturale, politico e sindacale vi si contrapposero chiaramente due ‘correnti’ ("Richtungen"): una disponibile al confronto con la cultura moderna e alla collaborazione con la maggioranza protestante del Kaiserreich, l’altra, al contrario, risoluta nel riconoscere in tutto ciò un pericolo per l’integrità della dottrina cattolica. Questi cattolici ‘integrali’, forti del sostegno di monsignor Umberto Benigni e spesso membri attivi del "Sodalitium Pianum", denunciarono a più riprese l’esistenza di un modernismo ‘pratico’ in Germania, cercando di condizionare l’agire di papa Pio X. Basandosi su un’ampia documentazione vaticana, il volume offre per la prima volta una ricostruzione complessiva dell’atteggiamento della Santa Sede circa l’«Integralismusstreit» tedesco, dando conto fra l’altro delle reti di relazioni intessute tra Roma e la Germania e della genesi dei provvedimenti curiali, a partire dall’enciclica "Singulari quadam" con cui, nel settembre del 1912, il papa arrivò a tollerare suo malgrado i sindacati cristiani interconfessionali. Il quadro che emerge è quello di una Curia romana preoccupata per gli sviluppi interni alla Germania cattolica, che nel rapportarsi al contesto tedesco dovette tener conto delle sue particolarità, del punto di vista dell’episcopato locale e del delicato equilibrio diplomatico con il governo di Berlino.

La Curia romana e la Germania durante la crisi modernista. L'«Integralismusstreit» tedesco (1900-1914)

Francesco Tacchi
2022

Abstract

Negli stessi anni in cui la Chiesa cattolica fu alle prese con la crisi modernista, il cattolicesimo tedesco manifestò profonde linee di frattura al proprio interno. In ambito culturale, politico e sindacale vi si contrapposero chiaramente due ‘correnti’ ("Richtungen"): una disponibile al confronto con la cultura moderna e alla collaborazione con la maggioranza protestante del Kaiserreich, l’altra, al contrario, risoluta nel riconoscere in tutto ciò un pericolo per l’integrità della dottrina cattolica. Questi cattolici ‘integrali’, forti del sostegno di monsignor Umberto Benigni e spesso membri attivi del "Sodalitium Pianum", denunciarono a più riprese l’esistenza di un modernismo ‘pratico’ in Germania, cercando di condizionare l’agire di papa Pio X. Basandosi su un’ampia documentazione vaticana, il volume offre per la prima volta una ricostruzione complessiva dell’atteggiamento della Santa Sede circa l’«Integralismusstreit» tedesco, dando conto fra l’altro delle reti di relazioni intessute tra Roma e la Germania e della genesi dei provvedimenti curiali, a partire dall’enciclica "Singulari quadam" con cui, nel settembre del 1912, il papa arrivò a tollerare suo malgrado i sindacati cristiani interconfessionali. Il quadro che emerge è quello di una Curia romana preoccupata per gli sviluppi interni alla Germania cattolica, che nel rapportarsi al contesto tedesco dovette tener conto delle sue particolarità, del punto di vista dell’episcopato locale e del delicato equilibrio diplomatico con il governo di Berlino.
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